Come arrivare in Marocco
I principali aeroporti del Marocco sono quelli di Casablanca, Tangeri, Rabat, Agadir e Marrakech.
La compagnia nazionale Royal Air Maroc (www.royalairmaroc.com) offre voli diretti per Casablanca da Roma, Milano, Bologna e Torino. Milano, tel: 02 72002654/2465/4257.
Noi siamo arrivati in Marocco con un traghetto da Algeciras per Tangeri, e da lì abbiamo utilizzato prevalentemente pullman e grand taxi, mentre la compagnia Ryanair offre voli per Marrakech da Girona e dall’aeroporto di Londra Luton. Per informazioni consultate il sito www.ryanair.com.
Per gli spostamenti all’interno del territorio, si può ricorrere ai treni, che sembrano piuttosto efficienti (sito ufficiale del servizio ferroviario marocchino: www.oncf.ma); ai pullman, in particolare quelli della compagnia CTM, che è l’autolinea più affidabile del Paese e garantisce un servizio continuativo da e per le principali città (il sito è attualmente in ristrutturazione); ai petit-taxi in città, e ai grand taxi e ai taxi collettivi per le lunghe tratte.
Rischi e contrattempi
Il primo consiglio che do a tutti comunque, prima di partire, è quello di munirsi di una guida Routard o Lonely Planet, e di consultare il sito dell’associazione “viaggi e libertà” www.inter-rail.it. Una attenta lettura preliminare alla sezione dedicata ai rischi e ai contrattempi vi permetterà di evitare noie con i numerosi procacciatori di turisti e le false guide che si aggirano per le città principali. Il mio consiglio è quello di sorridere sempre, e di non mostrarsi mai indecisi: fingere di avere sempre in mente la vostra destinazione, sia essa un albergo, un ostello o una località.
Una delle cose più importanti da sapere, è che in Marocco si contratta su tutto (perfino sugli scatti telefonici!). Cedere troppo in fretta, nei negozi come alla stazione dei taxi, vuol dire pagare un prezzo che, per quanto a noi sembri irrisorio per via del cambio euro-dirham, potrebbe invece essere dimezzato.
La prima volta che entrate in una medina, è meglio farlo accompagnati da una guida (il “prezzo giusto” per un giro completo non dovrebbe superare i 100 dirham, l’equivalente suppergiù di 10 euro). E non preoccupatevi di ingaggiarla: è sempre lei a ingaggiare voi! Piuttosto, fate attenzione, perché non sapete mai con chi avete a che fare. Farvi consigliare a riguardo da un albergatore o da un ufficio per il turismo è comunque meglio che sperare di essere finiti in buone mani. A noi però, cattive esperienze in tal senso non sono capitate.
Evitate di arrivare a Tangeri di notte, come abbiamo fatto noi… è una città pericolosa, specie per turisti inesperti.
Cucina
Non è difficile orientarsi nella cucina marocchina. Non considerando le diffuse ma non originali brochettes con patatine, in Marocco infatti potrete sempre scegliere tra: cous-cous, a base di semola e quasi sempre servito assieme a una grande varietà di verdure bollite e a volte anche di carne; tajine, una terrina di carne al sugo speziata e servita con patate bollite, sormontata da un tipico cono di terracotta per mantenere la pietanza al caldo; keftà, l’equivalente delle nostre polpette, ma molto più saporite e condite con ottimo sugo piccante; pastella, una torta piccantissima a base di carne o di pesce. Frutta, dolci e focaccette non lievitate poi, abbondano ovunque, mentre, al contrario di quello che si pensi, in Marocco esistono anche una birra e un vino locali (vino di Meknés). Attenzione però all’acqua: una sola volta mi è capitato di bere acqua “sfusa”, e aveva un sapore terribile. Quindi sempre meglio richiedere bottiglie chiuse (e non potrete sbagliarvi perché le marche sono principalmente due: Sidi Alì e Celian).
Per maggiori informazioni gastronomiche, andate su www.cookaround.com alla sezione “cucina del Marocco”.
Visitare il deserto
Se volete visitare il deserto, il periodo migliore, dicono, è dicembre, quando la temperatura è mite e si può viaggiare a dorso di dromedario anche di giorno (l’unica avvertenza è quella di equipaggiarsi di maglie pesanti, dal momento che l’escursione termica diventa molto forte). Noi comunque ci siamo stati ad agosto, e siamo ancora vivi. Merzouga è la località ideale per raggiungere il deserto: da lì partono le gite a dorso di dromedario, e non è difficile reperire un albergatore (anche se questo albergo è di fango!) disposto a organizzare per voi un giro completo, con pernottamento sulle dune. Mettete comunque in conto il “dolore”: il dromedario fa male all’osso sacro! Provate per credere.
Per informazioni sul deserto, www.sahara.it.
Il sito ufficiale dell'ufficio del turismo del Marocco è www.tourisme-marocain.com.